Designazioni-UEFA

Designazioni UEFA

Cominciamo oggi la nostra nuova rubrica che vuole fornirvi degli strumenti, semplici ed efficaci, per analizzare settimanalmente le designazioni per le principali designazioni degli arbitri UEFA.

Concetti basilari

Non tutti sapranno che, una volta nominato internazionale, un arbitro viene inserito all’interno di un nuovo schema di promozione. Insomma, arrivare ad essere arbitri FIFA non è l’arrivo ma una nuova partenza!

All’interno di questo schema di promozione UEFA gli arbitri sono divisi in quattro fasce: ELITE, FIRST, SECOND, THIRD.

Tutti gli arbitri appena nominati internazionali iniziano dal gradino più basso (THIRD) fatta eccezione per quelli dei cinque campionati principali (Italia, Spagna, Inghilterra, Germania, Francia) i quali, considerata la qualità delle loro competizioni domestiche, ottengono subito una “promozione gratis” iniziando dal livello successivo (SECOND).

I tre criteri del percorso da arbitro internazionale

Da questo momento inizia il percorso di ogni arbitro internazionale, che si basa principalmente su tre criteri:

  1. Il più importante, i voti ricevuti da OA e OT e l’importanza relativa dell’osservatore.
  2. La futuribilità dell’arbitro
  3. Considerazioni a livello domestico/nazionale, anche se questo vale molto meno. In pratica si limita a considerare il fatto se la federazione lascia un arbitro sulla lista internazionale o meno.

In relazione al punto tre, vorrei fare una piccola precisazione. Sono in pochi a sapere infatti che gli arbitri che diventano internazionali non scelti direttamente da FIFA o UEFA ma proposti dalle proprie associazioni.

Ogni associazione nazionale ha un limite massimo di posti da internazionale, e ogni anno deve mandare una lista coi nomi degli arbitri che ritengono “meritevoli” di conferma o aggiunta.

Come funziona in Italia

In Italia sono disponibili 10 posti da arbitro se, per dire, questa quota fosse tutta occupata e ci fosse un 11esimo meritevole, non potrebbe entrare fino a quando un posto non si libera.

Ogni associazione nazionale può inoltre mettere gli arbitri sulla lista, se vuole, in ordine di importanza. Ma non tutti lo fanno. In termini pratici, Gianluca Rocchi e Lorenzo Manganelli non sono stati confermati sulla lista degli internazionali per scelta dell’AIA e non della UEFA, che ha preferito “liberare” i loro posti per altri associati. La UEFA non ha quindi potere di scelta su chi sarà o rimarrà internazionale, ma solo di ranking interno.

L’organizzazione e le promozioni

Ok, torniamo a noi. Ogni arbitro sulla lista FIFA/UEFA riceverà voti dai propri osservatori. La commissione arbitri si riunisce poi due volte all’anno (a Giugno e a Dicembre) per formulare una nuova lista di arbitri divisi in categorie, in base alle risultanze ottenute.

Ogni Giugno e ogni Dicembre la UEFA può decidere se promuovere un arbitro di categoria, o addirittura retrocederlo, anche se questo ultimo caso è estremamente raro e si contano sulle dita di una mano le volte che è successo negli ultimi dieci anni (Bebek, Hunter, Mazeika, etc.).

Le categorie UEFA

La categoria di ogni arbitro UEFA detta, più o meno tassativamente, che tipo di gare questo arbitrò può fare. Tendenzialmente le gare di Champions possono essere arbitrate solo dagli ELITE e dai FIRST per quanto riguarda la fase a gruppi, e solo dagli ELITE per la fase finale.

Le gare di Europa League vengono generalmente dirette da ogni arbitro fino alla categoria SECOND per quanto riguarda i gruppi, e fino alla FIRST per le fasi finali.

I THIRD e molti SECOND dirigono normalmente solo nelle fase di qualificazione. Infine solo gli arbitri ELITE partecipano a grandi competizioni come i Mondiali o gli Europei.

Una ultima indicazione riguarda l’importanza relativa di ogni osservatore UEFA. Pur non essendoci una suddivisione ufficiale in livelli per gli osservatori, è noto come alcuni siano più importanti di altri. Se dovessimo azzardare noi una suddivisione non ufficiale diremmo che si possono grossomodo dividere in: Organo Tecnico (i membri della commissione UEFA o della Referee Convention) e poi OA di 1, 2 o 3 fascia.

E gli assistenti?

Per quanto rigurda gli AA non esiste una suddivisione ufficiale ma solitamente si “muovono” insieme al loro arbitro di riferimento. Questo è particolarmente vero da quando non esistono più le terne miste come fino al Mondiale del 2002.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Attualmente la UEFA conta sulla propria lista su un totale di 278 arbitri fra cui:

  • 27 ELITE
  • 55 FIRST
  • 91 SECOND
  • 105 THIRD

A questi si aggiungono gli arbitri internazionali donna e quelli di Futsal.

Come avrete immaginato leggendo fino ad adesso, per una nazione è molto importante arrivare ad avere un arbitro ELITE, in quanto questo può significare avere un arbitro non solo nelle fasi finali di Champions League ma anche ai Mondiali o agli Europei.

La situazione attuale in Italia

Come è messa l’Italia? Non troppo bene. O meglio, non male ma neanche si trova nella posizione rosea che occupava fino a pochi anni fa.

Fino al 2018 il nostro movimento arbitrale poteva infatti contare su ben 4 arbitri in categoria ELITE (Nicola Rizzoli, Gianluca Rocchi, Daniele Orsato e Paolo Tagliavento) e prima di allora aveva avuto altri grandi arbitri come Luigi Agnolin, Pierluigi Collina, Paolo Casarin, Stefano Braschi, Piero Ceccarini etc.

Categoria Elite in Italia

Al momento l’Italia può contare solo su 1 arbitro ELITE, Daniele Orsato della Sezione di Schio (ne abbiamo parlato qui).

Daniele ha anche 44 anni, ed è quindi molto vicino al limite di età imposto dal regolamento AIA ma è immaginabile che, come altri prima di lui, otterrà una deroga.

Inutile quindi precisare quanto sia importante per l’Italia sviluppare nuovi arbitri a livello ELITE, altrimenti potremmo rimanere senza rappresentanti al Mondiale del 2022, e non sarebbe di certo una bella così per una nazione di grande importanza come la nostra (è successo solo all’Inghilterra nel 2018 prima di noi).

Categoria First e Second in italia

Al momento abbiamo tre arbitri in categoria FIRST che sono (ovviamente) i candidati più vicini alla categoria ELITE e che quindi dovranno convincere OA e Commissione per ottenere una promozione a breve, sono Davide Massa, Marco Guida e Maurizio Mariani.

Seguono poi sei arbitri in categoria SECOND:

Fra questi sei i “futuribili” e quindi papabili di promozione a FIRST sono Di Bello, Fabbri e Maresca.

Come dicevamo prima dieci posti disponibili, dieci arbitri. Nessun altro arbitro potrà diventare internazionale dall’Italia, fino a quando uno di questi dieci non si ritirerà.

Come mai così pochi arbitri Elite italiani?

Ma per quale motivo siamo scesi da 4 a 1 ELITE? Non è interesse del nostro blog addentrarsi in spiegazioni politicamente delicate o estremamente tecniche, che interesserebbero a pochi.

Diciamo che la principale ragione è il fatto che, rispetto alle altre nazioni, gli arbitri Italiani arrivano in Serie A molto tardi e su questo può aver influito la decisione fatta dieci anni fa di dividere la CAN A dalla CAN B.

Per fortuna ora sono state riunificate, e speriamo che questo possa abbassare l’età media e dare quindi più opportunità anche a livello internazionale ai nostri ragazzi.

Il problema dell’età per gli arbitri italiani

Per farvi capire ancora meglio la questione dell’età media vorrei attirare la vostra attenzione sulla questione di Fabio Maresca. Penso che nessuno possa negare la grande qualità di questo arbitro, veramente bravo. Tuttavia Fabio è diventato internazionale solo recentemente, a 39 anni compiuti.

Per quanto non esista più il limite di età a livello internazionale (che una volta era fissato a 45 anni), sono pochi gli arbitri che vanno avanti per molto dopo la vecchia età limite (il pensiero va subito a Bjorn Kuipers, 47).

Questo vuol dire che Maresca avrà 6-7 anni di carriera internazionale davanti a lui, più o meno. Ma è ancora inserito in categoria SECOND. Non abbiamo dubbi che scalerà in fretta le gerarchie, ma capirete bene che il tempo non è molto. Soprattutto considerando che in categoria FIRST e ELITE ci sono già arbitri stranieri molto più giovani di lui. Per fare un esempio, Makkelie ha due anni in meno di Fabio ed è già ELITE da tre anni.

Chiudiamo con una comparazione sulla provenienza degli altri ELITE. Ad averne di più sono Spagna e Germania con tre, seguono Inghilterra, Francia, Romania, Slovenia e Olanda con due. L’Italia, ferma ad uno, è in compagnia di Bielorussia, Repubblica Ceca, Israele, Polonia, Portogallo, Russia, Scozia e Turchia.

Qui trovate la lista completa degli internazionali, divisi per categoria.

Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate e diteci chi è il vostro arbitro italiano – internazionale – preferito.

Roba da Arbitri

Di Roba da Arbitri

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2 commenti su “Designazioni UEFA: come funzionano?”

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