Bjorn Kuipers

Il miglior arbitro olandese Björn Kuipers ha rilasciato un’intervista alla KNVB (𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑑𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑜𝑙𝑎𝑛𝑑𝑒𝑠𝑒, 𝑛𝑑𝑟) dopo l’annuncio del suo ritiro da arbitro effettivo.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞̀ 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐫𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐨𝐫𝐚?

“Con la finale dell’Europeo ho vissuto tutto quello che potevo sognare dalla mia carriera arbitrale. Questo è il momento migliore per ritirarmi, non c’è momento migliore di questo”.

“Avevo già pensato ad un mio possibile ritiro prima degli Europei, se avessi ottenuto la finale mi sarei ritirato, al culmine della mia carriera. Tuttavia devo essere sincero, non è stato così facile prendere questa decisione, è stato più difficile del previsto. Dopo la finale ho ricevuto così tanti complimenti e feedback positivi che mi hanno fatto pensare, sono ancora in forma e mi diverto ancora, perché pensionarmi proprio adesso? Ho iniziato ad avere dei dubbi e ho dovuto rimuginarci sopra durante le vacanze con la mia famiglia. Poi ho capito. sono stato ovunque e ho visto di tutto nel calcio. Non posso pretendere nulla di più . Questo è il momento giusto per ritirarsi, al mio culmine, come molti commentatori hanno magnificamente detto”.

𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐢 “𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢” 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐫𝐢𝐞𝐫𝐚.

“La risposta ovvia sarebbe la finale dell’Europeo ovviamente, ma voglio citare anche la finale di Champions League del 2014 fra Real Madrid e Atletico Madrid, ma anche le due finali di Europa League nel 2013 e 2018 e la finale di Confederations Cup del 2013″.

“Comunque, se mi chiedete di scegliere una partita dal mazzo, la prima che mi viene in mente è una partita di Coppa Uefa. Era il 2008 e il Napoli giocava contro il Benfica, quella è stata la vera svolta nella carriera di Björn Kuipers. Il Presidente della Commissione UEFA era seduto in tribuna come mio osservatore, ho fatto una grande gara e passai il mio “esame finale” prima di essere promosso alla categoria Elite ed essere designato per la finale degli Europei Under 21. Da quel momento in poi ho capito che potevo davvero raggiungere la vetta dell’arbitraggio mondiale. E così è stato, il Team Kuipers è diventato famoso in tutto il mondo”.

𝐏𝐚𝐫𝐥𝐢 𝐝𝐢 “𝐓𝐞𝐚𝐦 𝐊𝐮𝐢𝐩𝐞𝐫𝐬”.

“Sì, Team Kuipers. L’enfasi va sulla squadra. Come arbitro so meglio di chiunque altro che devo una parte enorme del mio successo ai miei assistenti Sander van Roekel ed Erwin Zeinstra. Abbiamo lavorato insieme molto intensamente per 10 anni . Ci siamo divertiti molto e siamo riusciti a tenerci sempre “sulle spine”, “sull’attenti”. Sai, all’inizio della nostra carriera facevo sempre un colloquio pre-partita con loro, negli ultimi anni non era più necessario farlo perché ci conoscevamo fin troppo bene. Sapevamo esattamente cosa si aspettavano gli altri da noi. Ci fidavamo ciecamente, ma non avevamo nemmeno paura di dirci quello che pensavamo, la verità. Questa è stata la base del nostro successo”.

𝐇𝐚𝐢 𝐚𝐫𝐛𝐢𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐋𝐞𝐚𝐠𝐮𝐞, 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚.

“Questo è un altro grande ricordo della mia carriera. Ricordo molto bene quando il mio capo alla UEFA, Pierluigi Collina, mi ha telefonato e ha detto:

“Sei pronto per un’altra gara?”

“La chiamata è arrivata mentre mi stavo preparando per i Mondiali del 2018 durante le vacanze. Sono rimasto davvero stupito dalla sua richiesta, avevo arbitrato la stessa finale cinque anni prima ed è arrivata del tutto inaspettata. Normalmente non si ottiene una partita del genere due volte. Pierluigi ha spiegato che volevano un paio di mani sicure per quella partita ed è per questo che hanno pensato ad un mio bis. Sono davvero onorato di essere stato l'”eccezione alla regola”.

“Ho ricevuto anche dei grandi complimenti dal presidente della FIFA Gianni Infantino dopo la finale dell’Europeo di questo mese. Mi ha detto:

“Arbitro numero 1, hai cambiato il calcio”.

Si riferiva alla decisione di tre anni fa di fare la partita di prova VAR tra Italia e Francia completamente online, cioè con comunicazione diretta tra l’assistente video e l’arbitro. Non era questo il piano della FIFA in primo luogo. Ma poiché ho detto che noi, come KNVB, eravamo pronti per questo, l’hanno cambiato.

𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨.

“Mi ha fatto venire la pelle d’oca. Il momento più bello sono stati gli inni nazionali. Mi sono guardato intorno e ho visto che ero in uno stadio pieno che cantava a squarciagola. Sapevo anche che mia moglie e i miei figli erano lì, sugli spalti, a vivere tutto questo. “.

“Sono stati un’atmosfera e una partita fantastiche, un duello unico. Sono molto contento che abbiamo fatto bene. È stato un degno addio internazionale per me. E mi ha fatto ricordare anche un’esperienza meno piacevole, il Mondiale 2014. Allora dovemmo tornare a casa dopo che l’Olanda arrivò in semifinale. Alla fine né loro né noi eravamo in campo per la finale, una delusione”.

L’intervista rilasciata da Kuipers prima della finale

𝐇𝐚𝐢 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐝 𝐚𝐫𝐛𝐢𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐢 𝐁𝐚𝐬𝐬𝐢, 𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐢𝐧 𝐬𝐭𝐚𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 …

“Sì, un giorno arbitravamo la Champions League in un grande stadio, e pochi giorni dopo eravamo in uno molto più piccolo per il nostro campionato nazionale. Ma non credo che fosse molto diverso per noi arbitri. Eravamo sempre pienamente concentrati, non importa quale fosse partita. Data la reputazione del Team Kuipers, tutti si aspettavano una grande prestazione da noi. La voglia di dare sempre il massimo, non importa quale stadio, partita o campionato, è sempre stata una delle mie motivazioni come arbitro. Mai mollare”.

“La mia carriera però non è sempre stata facile. Durante i miei primi anni ho avuto qualche dubbio se dovessi continuare o meno. Ho fatto davvero fatica durante le mie prime tre partite di Eerste Divisie ad esempio (𝐿𝑎 𝑆𝑒𝑟𝑖𝑒 𝐵 𝑂𝑙𝑎𝑛𝑑𝑒𝑠𝑒, 𝑛𝑑𝑟), ma anche successivamente ho avuto partite e momenti meno buoni. Mi ritengo fortunato, le persone che mi hanno supportato mi hanno sempre “𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑐𝑎𝑙𝑐𝑖𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑑𝑒𝑟𝑒𝑡𝑎𝑛𝑜” al momento giusto. Mi hanno fatto capire che con il numero di partite che un arbitro arbitra in un anno, non deve permettere a quelle poche gare “cattive” di influenzare i suoi pensieri e sentimenti. Devo molto alla KNVB e al mio mentor Jaap Uilenberg per aver sempre avuto fiducia in me. Sono grato a molte persone per il loro continuo supporto. Non sarei mai arrivato dove sono arrivato se non fosse stato per loro”.

𝐈𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐁𝐣𝐨̈𝐫𝐧 𝐊𝐮𝐢𝐩𝐞𝐫𝐬?

“Sarà strano, diverso. L’arbitraggio ha avuto un impatto significativo sulla mia vita e su quella della mia famiglia per molto tempo. Per anni ho dovuto programmare tutte le nostre attività intorno al mio programma di allenamento e alle mie partite, ci vorrà un po’ di tempo per abituarmi al fatto che questo non sarà più necessario. Tuttavia non mi aspetto che la mia agenda si svuoti presto. Sono un imprenditore, possiedo due supermercati, e devono essere gestiti. Inoltre, non voglio smettere completamente di interessarmi al mondo dell’arbitraggio. Sarebbe un vero peccato se non continuassi ad offrire il mio contributo al mondo arbitrale. Vorrei rimanere coinvolto. Vedrò come, dove e quando ma per il momento lasciatemi continuare a sognare e ricordare quelli che sono stati anni davvero meravigliosi “.

L’intervista originale (in lingua olandese), si trova a questo link.

Daniele Curcio

Di Roba da Arbitri

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